Nuovo studentato universitario a Bergamo? Quella della regione Lombardia è un’operazione demagogica e divisiva

Quella messa in atto dalla Regione Lombardia che parla di mettere a disposizione case popolari per studenti universitari è l’ennesima operazione demagogica e divisiva. Per Bergamo si parla di 24 appartamenti Aler per 74 posti letto. Al di là di essere un numero del tutto insufficiente per rispondere alla domanda di alloggi a canone agevolato che proviene dal mondo universitario, questi alloggi verranno sottratti alla disponibilità delle migliaia di famiglie in difficoltà economica che sono in graduatoria. Insomma, la solita operazione contro le persone maggiormente in difficoltà abbandonate a sé stesse per un’operazione che non andrà a beneficio di tutti gli studenti, in particolare a quelli con maggiori difficoltà economiche, ma stando al comunicato della Regione Lombardia, “a studenti fuori sede iscritti a corsi di laurea universitaria, di alta formazione, di dottorato, master universitari e specializzazione post-laurea, nonché docenti ed altri esperti coinvolti nell’attività didattica”. Invece che rispondere all’insieme delle domande di alloggi a canone agevolato per persone in difficoltà economiche, studenti universitari si opta per una operazione di divisione sociale che non soddisfa la domanda di alloggi popolari e penalizza i soggetti più deboli.  Basta con queste prese in giro. Il diritto alla casa è un diritto fondamentale che va garantito a tutte e tutti.

Ezio Locatelli – segretario provinciale Prc-Se Bergamo e Francesco Macario – Segretario cittadino Prc – Se Bergamo

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