✍ Editoriali
Operazione Gattopardo
Abbiamo appreso dai giornali la notizia che il senatore del Pd Andrea Crisanti su indicazione di Elly Schlein è stato “prestato” a Rifondazione Comunista al fine di permettere a Rifondazione stessa di partecipare alle prossime elezioni riducendo il numero delle firme da raccogliere rispetto a quelle previste dalla nuova legge elettorale. Non siamo di fronte a un atto disinteressato, di liberalità democratica. Lo scopo dichiarato è infatti “la candidatura di Rifondazione nel Campo Largo” previa rinuncia ad altre scelte politiche. La logica del Pd è esattamente questa, aprire a liste di testimonianza che non potranno mai influire su piano degli equilibri politici dati riducendo al tempo stesso l’eventualità che si formino aggregazioni politiche alternative a sinistra contro il liberismo di guerra.
Inutile dire che il sistema elettorale, non da oggi, tende a ridurre le alternative e a collocarle nell’ambito della logica del potere esistente, nello schema dello scontro bipolare tra due schieramenti isomorfi, varianti della stessa politica in tema di guerra, di riarmo, di economia e di molto altro. Il “prestito” a buon rendere del Pd è funzionale a questa logica. Il problema adesso è tutto dentro Rifondazione Comunista. La scelta di entrare nel Campo Largo è indubbiamente una inversione politica a 180° gradi che mette in discussione l’autonomia e la storia politica di Rifondazione Comunista. C’è da rimarcare che questa scelta è stata portata avanti passo dopo passo aver affermato nel documento approvato all’ultimo Congresso che “non si pone il tema di un nostro ingresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo sia perché così com’è non è in grado di rappresentare un argine alla destra, sia perché stante la nostra debolezza saremmo sostanzialmente ininfluenti”. Non solo. Questa scelta è stata portata avanti dopo aver negato lo svolgimento di una consultazione interna sulle scelte da intraprendere- non a giochi fatti – per le prossime politiche così come richiesto da migliaia e migliaia di iscritte e iscritti.
Rifondazione è stata da sempre in radicale opposizione al bipolarismo come sistema che tende a distruggere la sinistra di alternativa. Oggi viene fatta la scelta inversa, quella di aderire a questo schema di gioco rinunciando di fatto a lavorare per un’alternativa politica e di società. Paradossalmente questa scelta viene fatta in un momento in cui sopraggiunge una crisi di sistema che è alla base di diffuse proteste sociali in Italia e in tutta Europa. Parliamo di una crisi e di proteste che riaprono alla possibilità di costruire un movimento antiliberista, contro la guerra, il riarmo, le politiche di austerità con basi di massa, alla possibilità oltre che alla necessità di costruire una alternativa politica. Ci sarà molto da discutere nei prossimi giorni sul profilo politico e sul futuro di Rifondazione Comunista.