Un piccolo “tesoro” siciliano ignoto e ibernato: la Banca vivente del germoplasma vegetale di Ucrìa

Mi è riuscito, dopo vari tentativi, di visitare la Banca vivente del germoplasma vegetale di Ucrìa, una preziosa struttura lasciata lentamente deperire; un fatto tipicamente siciliano. Ucrìa è un piccolo comune montano della provincia di Messina, ovviamente in fase di spopolamento come tutti i comuni interni della Sicilia, immerso in un ambiente naturale di boschi che digradano verso il mar Tirreno, con un panorama stupendo che è facile immaginare. Vi nacque Michelangelo Aurifici (1739-1796), noto poi come padre Bernardino da Ucrìa, insigne botanico ed erborista, seguace di Linneo e ordinatore dell’Orto Botanico di Palermo. Un suo busto è esposto nel giardino della struttura. Per capire meglio di che si tratta, riprendiamo dal sito:

Creata dall’Ente Parco dei Nebrodi con il supporto tecnico e scientifico dell’Università di Palermo, Dipartimento di Scienze Biologiche, ospita i campi di collezione delle diverse specie di piante di interesse terapeutico ed una varietà di semi di vecchie cultivar tradizionali da frutto che rischiano di scomparire. È stato allestito anche un laboratorio biologico per la tutela e moltiplicazione del germoplasma per la conservazione della biodiversità.

La Banca vivente del Germoplasma vegetale dei Nebrodi è la prima che nasce in un Parco, ma è anche la più completa sotto il profilo scientifico. L’attività di collezione da campo di Ucria prevede il reperimento, la difesa, la moltiplicazione e la conservazione di semi di specie forestali e di specie indigene erbacee arbustive endemiche e rare dei Nebrodi, in pericolo di estinzione. La Banca vivente del Germoplasma oltre al laboratorio biologico, ospita una struttura che ben si presta a sede di convegni e incontri di studio sulle problematiche legate alla biodiversità e punto di riferimento per attività di educazione ambientale.

Tutto questo in teoria: in realtà la struttura esiste, ma è praticamente paralizzata e non è semplicissimo individuarla anche se è adiacente al paese; il laboratorio biologico è fornito di strumenti molto apprezzati, come quelli che potrebbero studiare il DNA delle piante e dei semi locali lì reperiti, e destinati al ripopolamento: ma – certo senza sorpresa – tutto è fermo per mancanza di finanziamenti, perché la convenzione con l’Università di Palermo è al momento sospesa, e praticamente non esiste personale addetto (il sistema dei parchi regionali in Sicilia è ormai collassato: sorpresi?) salvo un dipendente del Parco dei Nebrodi, il gentile sig. Salvatore, che lo tiene aperto per i rari visitatori, per i convegni e per le scolaresche (ovviamente nei periodi di attività); e che mostra ai visitatori la collezione dei semi (in particolare le grandi varietà di fagioli) e delle piante (un’ampia varietà di piante di fico, soprattutto), espressione della straordinaria biodiversità colturale (e culturale) dei Nebrodi: chi volesse “nobilitare” ulteriormente questo patrimonio, potrebbe leggere il breve racconto di Vincenzo Consolo I linguaggi del bosco, raccolto nel volume Le pietre di Pantalica. Ma non è necessario: basta impegnarsi a visitare la piccola preziosa struttura.

Abbiamo finito da tempo di scandalizzarci per le innumerevoli opere avviate e non realizzate, per le potenzialità di sano sviluppo culturale e anche economico della Sicilia. Ebbene, riprendiamo a scandalizzarci, a protestare, a organizzarci, a far rete. Il primo strumento potrebbe essere quello di andare, in gruppi a visitare il sito, poi scrivere lettere, denunciare, collegare questo piccolo scandalo ad altri, certo più gravi, come quelli che riguardano le grandi opere, quelle che distruggono il territorio, svendono il patrimonio pubblico e arricchiscono le élites finanziarie e mafiose. Basterebbe una goccia di finanziamenti pubblici oggi destinati alla devastazione per rilanciare il territorio e la società siciliana. Che aspettiamo a darci da fare?

PS: è possibile mettersi in contatto via mail con la Banca del germoplasma: rispondono, e danno le principali informazioni. Chiedete anche il numero di cellulare del signor Salvatore, che ovviamente non posso qui fornire per rispetto della privacy. La struttura è aperta al pubblico nei giorni di martedì e giovedì. Ecco l’indirizzo: bancadelgermoplasma@parcodeinebrodi.it. Si potrebbe provare anche con il fisso (tel e fax): 0941.661106.

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