di Ezio Locatelli, Segretario provinciale del PRC di Bergamo e Francesco Macario, già assessore alle Politiche della Casa, Edilizia Privata e patrimonio del comune di Bergamo
Apprendiamo dalla stampa che Bergamo nel 2025 sono morti 19 senzatetto. “Un dato preoccupante e anomalo, perché non se ne erano mai contati così tanti. Dodici sono morti in ospedale, sette in strada” ammette la Caritas diocesana bergamasca. Solo nelle province di Roma (48) e Milano (27) si sono registrati più decessi, Torino è quarta con 18. “A Bergamo nel 2025 abbiamo avuto più morti di senzatetto rispetto a Torino, un capoluogo con oltre 800 mila residenti”.
Bisogna subito rimarcare che queste morti finora non hanno avuto praticamente alcuna visibilità sulla stampa locale. Il dato impressionante è che l’opulenta Bergamo supera in questa triste graduatoria la problematica Torino e si avvicina a Milano. Ma la domanda che ormai molti si fanno è quanti sono i senzacasa che vivono in strada a Bergamo. Si parla ormai di centinaia di persone. Eppure se ne parla solo perché danno fastidio. E come mai è esploso questo fenomeno che fino a pochi decenni fa era praticamente marginale?
Questo fenomeno è una delle eredità dolorose delle politiche iper-liberiste delle passate amministrazioni comunali del sindaco Gori. Politiche che hanno creato grandi opportunità di investimento per pochi ma hanno abbandonato a sé stessi i soggetti deboli, malati, anziani e anche le giovani coppie. Bergamo è ormai una città per ricchi, in cui le differenze sociali sono esplose. A Bergamo il 5% dei più ricchi detiene beni come il 75% dei meno ricchi. E i deboli vengono abbandonati.
L’amministrazione Gori non ha praticato nessuna politica di mantenimento e crescita dell’Edilizia Residenziale Pubblica. Alla fine del suo mandato, a causa dei mancati investimenti, il 25% degli alloggi comunali era vuoto, non assegnato per mancanza di manutenzione. E questo perché i due assessori, Valesini e Marchesi che si sono succeduti alle politiche della casa, poco o nulla hanno fatto. Una scelta scontata per l’iperliberista Valesini, ma sconcertante per la cosiddetta “sinistra” Marchesi. La povertà quindi non è una fatalità.
Ora si continua a intervenire facendo sgocciolare, tramite il mondo cattolico, la carità tramite micro interventi verso questi marginali abitanti della città. Ancora oggi sono previsti pochi interventi strutturali, anche se in maniera controversa un certo ripensamento pare avviarsi nell’attuale amministrazione comunale, vedremo i risultati.
In questo contesto le dichiarazioni indignate fatte da chi governa sedendo nei banchi della maggioranza da 12 anni la città lasciano il tempo che trovano. Come dicono loro stessi non è questione di mancanza di fondi ma di priorità politiche. La realtà è che questi signori hanno votato per 12 anni sostanzialmente ogni tipo di politica urbana liberista, che è la causa principale di questa situazione, e ogni bilancio che nulla destinava ai possibili interventi strutturali necessari. Non hanno mai battuto ciglio, ma ora con una mossa di teatro, vestono i panni dei fustigatori di una situazione che concretamente non hanno mai denunciato, anzi che hanno di fatto supinamente sempre avallato.
Siamo d’accordo, basta micro-progetti caritatevoli a pioggia, serve un piano d’investimento strutturale sul tema dell’abitare. Iniziamo con il proporre un nuovo Piano di Zona che sviluppi una nuova stagione di Edilizia Economica Popolare. Ma è solo partendo dalle rivendicazioni sociali di chi subisce questo modello di città, solo organizzando lotte che richiedano il rispetto dei diritti delle persone, a iniziare dalla casa, si potrà modificare la situazione.
I piagnistei di chi è stato complice non solo sono inutili, ma anche un po’ penosi.