Il nucleare sostenibile non esiste, il Governo si occupi del Nucleare pregresso

Nell’ambito delle audizioni per l’esame dei progetti di legge recanti delega al Governo in materia di energia nucleare delle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati sono intervenuta per Pro Natura del Vercellese, Valsesia e VCO e Pro Natura Appennino Po (AL) ricordando il passato nucleare e come da questo passato ancora non si riesca ad uscire. Il testo completo depositato è consultabile in https://www.camera.it/leg19/1347?shadow_organo_parlamentare=3508&id_tipografico=08

Di seguito la sintesi degli aspetti principali.

Le province di Vercelli, Verbania e Alessandria il nucleare lo conoscono bene: la centrale di Trino, già nel mirino di Westinghouse che a ottobre 2023 in commissione alla Camera proponeva di stoccare proprio nella centrale di Trino i cask rientranti dall’estero; i reattori CCR Ispra sulla riva opposta del lago Maggiore; Fabbricazioni Nucleari a Bosco Marengo; l’impianto di riprocessamento EUREX e i laboratori e i depositi Livanova di Saluggia; Campoverde a Tortona; il deposito Avogadro di Saluggia. Proprio all’Avogadro, SOGIN ha previsto che le scorie ad alta attività ritornino dall’estero in attesa del Deposito Nazionale.

Ma il deposito Avogadro è collocato in un luogo tutt’altro che idoneo: il piano regolatore di Saluggia prevede esplicitamente “la completa denuclearizzazione del sito”.

I rapporti internazionali affermano che l’Avogadro va svuotato al più presto.

ISIN, nel 2022, ha richiesto a SOGIN uno studio di fattibilità per lo stoccaggio a secco degli elementi di combustibile esaurito nella piscina dell’Avogadro … studio che stiamo ancora aspettando.

All’EUREX di Saluggia da quarant’anni aspettiamo la solidificazione dei rifiuti liquidi ad alta attività: 270.000 litri prodotti con il riprocessamento, la cui solidificazione è richiesta dagli organi di controllo fin dal 1977, ma i rifiuti restano liquidi. A parte, che una volta cementati, andrebbero immediatamente portati in un deposito che non si sa dove e quando sarà realizzato.

Perché ad oggi non abbiamo un deposito né a bassa radioattività e minore durata, né per i materiali a più alta attività che richiedono un deposito di profondità per decine di migliaia di anni.

E per il Deposito Geologico Europeo di profondità per collocare a livello comunitario le scorie a più alta radioattività, purtroppo, l’ente ERDO (European Repository Development Organization) che se ne potrebbe occupare, risulta ad oggi sostanzialmente non attivo.

Alla luce di tutti i problemi del nucleare:

  1. sincronizzarsi con i consumi: la domanda di energia elettrica è variabile, la produzione nucleare è costante, come seguire la domanda se non con gli accumuli?
  2. il nucleare genera materiali radioattivi per ogni kilowattora prodotto;
  3. e molti di questi materiali restano radioattivi per centinaia d’anni e così scarichiamo sulle generazioni future;
  4. il cambiamento climatico non aspetta, inoltre la realizzazione di una centrale comporta un grande investimento energetico anticipato che va a cannibalizzare quello che già si produce in modo non dipendente al carbonio;
  5. contiguità tra l’utilizzo del nucleare per scopi energetici e il suo utilizzo per scopi militari;
  6. in caso di guerra o terrorismo gli impianti nucleari tutti (e il riprocessamento in particolare) diventano bersagli;
  7. il funzionamento delle centrali, degli impianti, delle miniere genera emissioni di radioattività nell’ambiente;
  8. l’uranio è disponibile in misura finita e poco sufficiente. Per utilizzare anche l’uranio 238 con la tecnica dei neutroni veloci occorre produrre plutonio ed utilizzare impianti di riprocessamento che sono la parte più pericolosa ed inquinante del ciclo nucleare;

ho chiesto cos’altro serva per decidere, e a nome di Pro Natura ho chiesto al Governo di ritirare il DDL e di occuparsi del nucleare pregresso di cui è urgente trovare la collocazione meno rischiosa.

Michela Sericano – Pro Natura Dall’Appennino al Po

Leggi anche:
Energia: anno nuovo, vecchi vizi italiani. Pichetto e i suoi confermano l’amore demenziale per fossili e nucleare (insostenibile) –