Decreto Amianto: il Governo Meloni umilia le vittime per favorire i colossi industriali. Pieno sostegno alla battaglia delle associazioni

“Quanto sta emergendo in merito alla gestione dei fondi per le vittime dell’amianto a Monfalcone è l’ennesima conferma di un Governo che sceglie di fare il forte con i deboli e il servile con i giganti dell’industria.” Con queste parole Alberto Deambrogio, Segretario regionale del PRC Piemonte e Valle d’Aosta, esprime la totale solidarietà del partito alle associazioni dei familiari delle vittime, impegnate in una dura controffensiva legale e politica contro l’Esecutivo Meloni.

“È inaccettabile che il decreto ministeriale 34/2023, nato sotto l’egida del PNRR per velocizzare i risarcimenti a chi ha pagato con la vita il lavoro in cantiere, venga trasformato in uno strumento di tutela per Fincantieri anziché per le persone,” prosegue Deambrogio. “Le integrazioni inviate alla Commissione Europea dall’Associazione ‘Ubaldo Spanghero’ e dalla Fondazione ‘Bepi Ferro’ denunciano una realtà amara: lo Stato italiano sembra voler utilizzare denaro pubblico non per indennizzare i malati e i loro eredi, ma per sollevare un’azienda di Stato dall’onere di risarcimenti già sanciti da sentenze definitive.”

Secondo l’esponente di Rifondazione Comunista, il meccanismo messo in atto dal Governo Meloni configura un paradosso giuridico e morale: “Siamo di fronte a un tentativo di aggirare la responsabilità civile. Mentre le famiglie attendono da anni il riconoscimento di un diritto sacrosanto, il Governo si preoccupa di garantire che i rimborsi dell’Inail finiscano nelle casse della società, eliminando ogni discrezionalità dell’ente previdenziale. È, di fatto, un aiuto di Stato mascherato sulla pelle dei lavoratori.”

“La battaglia delle associazioni di Monfalcone, dell’AFeVA di Casale Monferrato è la battaglia di tutti noi,” conclude Deambrogio. 

“Come PRC Piemonte e VdA, terra che purtroppo conosce fin troppo bene la tragedia dell’amianto, chiediamo che il Governo faccia marcia indietro. La priorità assoluta deve essere il ristoro immediato delle vittime e delle loro famiglie, senza sotterfugi contabili che favoriscano i bilanci aziendali a discapito della dignità umana. Non permetteremo che la memoria dei caduti sul lavoro venga svenduta in nome di una distorta logica di profitto.”