La ricordo per la generosità, la passione, il rigore con cui ha vissuto il suo impegno politico, pretendendo il massimo da sé stessa e da tutti e tutte, per questo in grado di portare critica e conflitto fecondo a tutti i livelli.
La prassi di Imma è stata quella di frequentare luoghi difficili, a partire dal pacifismo delle “Donne in nero “. Ha denunciato il carattere costituente dell’ordine unipolare occidentale delle guerre nei Balcani e sostenuto la centralità della lotta contro la guerra, il riarmo e la militarizzazione.
Fare politica in relazione stretta con lei in Rifondazione e soprattutto nella stagione del forum delle Donne in Rifondazione è stata una avventura, una fatica, un privilegio, a volte uno scontro aperto, ma dentro un legame libero e profondo.
In particolare, sottolineo la importanza della ricerca teoria e della pratica politica che Imma ha aperto con altre compagne, nell’ipotesi di dare corpo e sostanza all’intreccio fra femminismo, rivoluzione sociale e comunismo, per innovare gli strumenti storici con cui nel 900’ uomini e donne hanno cercato di costruire una alternativa di società, ancora oggi monosessuate e patriarcali (partito, sindacato, movimenti sociali, etc.
Una strada impervia e incompiuta che percorreranno in libertà tutte e tutti coloro che considerano necessaria e soprattutto possibile e attuale l’alternativa di società.
Grazie Imma