Esprimiamo – ha dichiarato Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese di Rifondazione Comunista – la nostra più netta e ferma condanna nei confronti del rilancio delle cosiddette “stanze dell’ascolto” all’interno delle strutture sanitarie pubbliche, promosso dall’assessore Maurizio Marrone.
Questa iniziativa non rappresenta un supporto alle donne, ma un tentativo ideologico di trasformare gli ospedali in luoghi di pressione psicologica e colpevolizzazione. Affidare la gestione di questi spazi ad associazioni del terzo settore con chiari orientamenti anti-scelta significa minare la laicità delle istituzioni e ostacolare il diritto alla salute e all’autodeterminazione garantito dalla Legge 194.
È inaccettabile che la sanità pubblica piemontese diventi terreno di propaganda per sigle che hanno come unico obiettivo quello di dissuadere le donne da una scelta libera e consapevole.
Le risorse pubbliche dovrebbero essere investite nel potenziamento dei consultori, oggi depauperati, e nel garantire l’accesso a un aborto sicuro e libero da stigma, non nel finanziare chi vuole riportare indietro le lancette dei diritti civili.
Chiediamo – ha concluso Deambrogio – l’immediato ritiro del provvedimento e l’allontanamento di ogni presenza confessionale o ideologica dai percorsi clinici di interruzione volontaria di gravidanza. La salute riproduttiva non può essere merce di scambio per battaglie elettorali sulla pelle delle donne.