di Nicolò Facchi, studente medio Guidonia (Rm)
Oggi viviamo in un mondo segnato da profonde diseguaglianze, crisi sociali e guerre imperialiste generate da un sistema capitalista in evidente fase di decadenza. Questa fase si manifesta attraverso una geopolitica internazionale oppressiva che non lascia spazio a forme di antimperialismo, esprimendosi in modi persino più violenti della Guerra Fredda: oggi, infatti, sembra mancare una potenza che si opponga realmente alla violenza egemonica globale.
La Costituzione è il nostro Primo Atto di Resistenza
In questo scenario, è fondamentale ricordare che la nostra Costituzione non cadde dal cielo, fu il frutto della lotta di giganti come Umberto Terracini, il militante comunista che presiedette l’Assemblea Costituente. La sua firma, insieme a quella di figure che avevano vissuto il carcere e il confino, rappresenta il primo baluardo italiano contro l’imperialismo e il fascismo.
L’Articolo 11, che ripudia la guerra, non è un semplice invito alla pace, ma un comando rivoluzionario che oggi agisce come freno. È ciò che impedisce a leader come Giorgia Meloni di piegarsi totalmente alle logiche di potenza di figure come Donald Trump a Davos, ricordandoci che l’Italia deve restare fuori dalle spartizioni imperialiste.
Il Ritorno ai Maestri: Oltre i Libri di Storia
Nonostante il clima soffocante, abbiamo il dovere di riscoprire i grandi rivoluzionari che hanno cercato di abbattere questo sistema: da Lenin a Thomas Sankara. Figure che oggi sono più attuali che mai.
Dobbiamo recuperare i maestri del marxismo non come nomi da manuale, ma come guide per la vita quotidiana:
* Lenin e l’analisi del capitale: Nella sua opera “L’Imperialismo, fase suprema del capitalismo”, Lenin ci avverte che il mondo è governato da grandi stati e multinazionali che si spartiscono il globo attraverso guerre per le risorse e colpi di stato mascherati. Questa analisi rispecchia perfettamente la geopolitica attuale.
* Rosa Luxemburg e la Democrazia: Rosa ci ricorda che senza giustizia sociale non esiste una vera democrazia. La libertà senza pane e senza diritti per i lavoratori è solo un’illusione borghese.
La Prassi: Dalla Teoria alla Necessità
I marxisti del secolo scorso non servono solo a comprendere il mondo, ma a orientare la nostra lotta. Ci indicano il percorso per la costruzione del socialismo e ci forniscono gli strumenti per la resistenza sociale.
In sintesi, dobbiamo smettere di guardare ai grandi pensatori del socialismo scientifico come a “mummie della storia”. Essi sono le chiavi di lettura per la nostra quotidianità. In un sistema che consuma l’essere umano e l’ambiente, ribellarsi non deve essere un’utopia, ma una necessità biologica e politica.
Dobbiamo ripartire dallo studio e dalla consapevolezza, perché, come ci ha insegnato Lenin: “Senza teoria rivoluzionaria non ci può essere un movimento rivoluzionario.”