Mi imbatto un breve articolo su un sito online piuttosto noto, ilsalvagente.it (5 febbraio 2026, firma di Enrico Cinotti): vi leggiamo che uno scienziato, Daniele Mandrioli, direttore dell’istituto di ricerca Ramazzini, è stato licenziato dalla stessa cooperativa che gestisce l’ente.
La ragione del licenziamento sarebbe una non meglio precisata “riorganizzazione aziendale”. Se non che, precisa l’articolo, «la decisione improvvisa e brusca è arrivata in un momento delicato, quando, invece di cacciarlo, sarebbe servito proteggerlo: a giugno 2025 l’Istituto Ramazzini ha pubblicato i dati sulla cancerogenesi del glifosato e le due autorità europee, l’Efsa e l’Echa, hanno acquisito i risultati con l’intento di rivedere la classificazione di rischio dell’erbicida». Lo studio non è stato bloccato, solo il direttore rimosso.
L’istituto Ramazzini, non certo noto al grande pubblico (me compreso), si apprende leggendo, «non riceve finanziamenti pubblici e lavora con il contributo dei circa 40.000 soci; è associato alla LegaCoop, molto importante in Emilia Romagna, dove troviamo «colossi dell’agroalimentare come Granarolo e il Consorzio Gran Terre, proprietario dei marchi Parmareggio, Parmacotto, Casa Modena».
Sarebbe stato dunque lo studio incriminato a provocare la rimozione del direttore. Ma il contesto è importante: «se nel dicembre 2023 la Commissione europea ha ri-autorizzato, tra le proteste, l’uso del glifosato fino al 2033, in presenza di una nuova classificazione da parte di Efsa e Echa, l’erbicida più usato al mondo, il cui formulato commerciale RoundUp della Bayer-Monsanto fattura da solo circa 2 miliardi di dollari all’anno, finirebbe al bando». Lo studio infatti proverebbe il legame che il glifosato ha con il cancro.
A quanto riporta l’articolo citato, il licenziamento non sarebbe stato il frutto di pressioni delle grandi aziende dell’agrofarma interessate, ma un’iniziativa della stessa cooperativa sociale Onlus dalla quale dipendeva Masotti. Leggiamo anche che importanti settori del mondo scientifico hanno protestato per il licenziamento. Non siamo addentro a queste segrete cose, ma certo qualche sospetto può legittimamente ronzarci in testa. Nei giochi di potere ci sono sempre burattini e burattinai.
PS: chi volesse leggere per intero l’articolo potrà trovarlo al seguente link: https://ilsalvagente.it/2026/02/05/glifosato-licenziato-lo-scienziato-italiano-che-ha-provato-il-legame-con-il-cancro/