Agli invisibili che marceranno a Napoli il primo maggio

Lettera alla Rete vesuviana solidale dal Partito della Rifondazione comunista della Campania                         

Cari Fratelli, care Sorelle,

questa lettera ve la inviamo sapendo  che già esiste fra noi una connessione sentimentale di idee e di agire politico. Ve la inviamo in occasione di questo Primo Maggio 2026, che sarà a Napoli una giornata di lotta e non di semplice commemorazione.

In questi territori sudati dalle nostre fatiche e segnati dalle nostre speranze grideremo domani con un’unica voce il nostro diritto a vivere. Saremo vicini pur se in luoghi distinti.

Sappiamo bene  che il Primo Maggio non è una festa per tutti. Per molti è un giorno come un altro, con le stesse lunghe ore di lavoro nero, di attese, di porte chiuse. È un giorno nel quale i diritti esistono solo nei discorsi ufficiali, e nel mondo reale vengono negati pezzo dopo pezzo.

Voi la conoscete più e meglio di noi la realtà dei Diritti negati, la realtà delle umiliazioni che subiscono  proprio coloro che più portano avanti l’economia del Paese. È la storia quotidiana delle persone  che ogni giorno si scontrano con la faccia opaca e sporca della società, quella che marginalizza i più deboli nelle catene dello sfruttamento, bloccando sistematicamente l’accesso ai diritti fondamentali e lasciando che il mercato nero faccia il resto.

Il Primo Maggio, allora, non può essere solo celebrazione. Deve essere resistenza, lotta, denuncia: per un lavoro dignitoso, per i diritti di cittadinanza. E per il rispetto dei luoghi che abitiamo.

Rifondazione Comunista  della Campania, come deciso da tempo, parteciperà alla manifestazione del Primo Maggio di Bagnoli. Cammineremo in quel corteo perché la vertenza di Bagnoli mette plasticamente assieme le questioni che riguardano la nostra concreta condizione di lavoratori sfruttati e le questioni che riguardano l’imbarbarimento del vivere sociale e il degrado della natura. È una vertenza che pone al centro dell’iniziativa politica esattamente la dicotomia capitale/vita. La qual cosa significa proclamare il diritto umano tanto al pane quanto alle rose. 

Rivendicheremo, perciò,  casa, salute, lavoro stabile e garantito, ambiente libero, vivibilità dei territori, mare libero, salvaguardia del bosco, bonifiche a terra e a mare, rimozione della Colmata.

E diremo con forza anche no alle guerre, al riarmo e al fascismo.

In effetti, a Bagnoli vivranno le stesse parole d’ordine che voi griderete a Piazza Municipio. E questo succederà perché sia noi che voi siamo parte di una costellazione unitaria di rivendicazioni. Sia noi che voi ci battiamo, infatti, per i diritti di tutte e tutti.

Sentiamo dunque una vicinanza sincera con quanti di voi saranno a Napoli in presidio. Ed è essenzialmente questo che vogliamo dirvi.

Domani tutte e tutti noi marceremo assieme, pur se con concentramenti distinti, nelle strade di Napoli. Marceremo  come un unico corpo, con la forza delle nostre idee. E ancora una volta  attraverseremo i luoghi dell’ingiustizia perché questo mondo deve cambiare.

È questo il nostro comune obiettivo: trasformare l’esistente, costruire il futuro.

Buon Primo Maggio, sorelle e fratelli, compagni e compagne.

Buona lotta dalla Rifondazione Comunista della Campania.

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