Comunicato di Rifondazione Comunista Federazione di Modena
Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà ai feriti, alcuni dei quali purtroppo molto gravi, del doloroso episodio che ha sconvolto la nostra città nella giornata di ieri, quando un uomo di 31 anni ha falciato a folle velocità i passanti in centro storico. Il nostro pensiero va a chi ha subito questa violenza inspiegabile, ingiustificabile, e ai loro cari.
In queste ore di sgomento, vogliamo ringraziare i cittadini che, con straordinario coraggio, sono intervenuti per bloccare il criminale ed evitare una tragedia ancora peggiore. Tra loro, erano presenti anche cittadini di origine straniera, a dimostrazione del fatto che davanti al pericolo non conta il passaporto ma solo l’umanità.
Vogliamo ringraziare anche la macchina dei soccorsi, capace di intervenire con prontezza e professionalità nel momento del bisogno, a dimostrazione di quanto sia preziosa una sanità pubblica efficiente.
Riteniamo inaccettabile la macchina del fango e del razzismo che la destra locale e nazionale ha messo in moto un minuto dopo il fatto strumentalizzando le origini marocchine dei genitori del criminale, dimostrando la più totale mancanza di rispetto per le vittime. Strumentalizzare la violenza per lucrare voti alimentando la paura dello straniero è un atto di squallido sciacallaggio politico che respingiamo con fermezza.
Da quanto emerge, il trentunenne – incensurato, laureato in economia e in cerca di occupazione – non aveva una radicalizzazione religiosa né legami eversivi, mentre la sua storia clinica riporta una patologia psichiatrica. Sarà la magistratura a fare piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità di questo dramma, che non può e non deve trovare giustificazioni.
Tuttavia, questo impianto clinico ci impone una riflessione ben diversa e molto più urgente, che la sciacallesca politica securitaria finge di non vedere: il dramma dei soggetti con patologie psichiatriche lasciati senza una rete adeguata di cura, prevenzione e monitoraggio. La vera sicurezza delle nostre città non si fa con la propaganda d’odio, ma garantendo che i servizi sociali e il sistema sanitario pubblico siano accessibili, efficienti e in grado di intercettare e seguire il disagio prima che sia troppo tardi.
Respingiamo l’odio e restiamo umani.
