12 anni a Massimo Adriatici

Massimo Adriatici, l’ex assessore leghista di Voghera (PV) che cinque anni fa sparò e uccise un senzatetto è stato condannato a 12 anni per omicidio volontario. Non voglio entrare nel merito del numero di anni di condanna, non è questo il dato importante, ciò che conta è che un pochino di verità e giustizia per la vittima, Youns El Boussettaoui, è stata fatta attraverso il cambio del capo di imputazione.

Ricordo molto bene quell’episodio, all’epoca dei fatti ricoprivo il ruolo di Segretario regionale di Rifondazione Comunista ed avevo seguito la vicenda passo a passo.

Adriatici era conosciuto come “lo sceriffo” per i suoi atteggiamenti e le sue politiche in ambito di sicurezza urbana, spesso descritti come intransigenti ed aveva l’abitudine di svolgere le “ronde” e, da Assessore alla sicurezza, aveva l’abitudine di girare armato e quella sera, aveva addirittura la pistola carica e con il colpo in canna. Quella pistola che ha poi sparato al petto, uccidendolo, a Youns El Boussettaoui.

Ricordo le levate di scudi di Salvini e della destra a favore dell’assessore pistolero, levate di scudi che invocavano alla legittima difesa – non si capisce come dato il fatto che Adriatici era armato ed ha fatto fuoco sulla sua vittima disarmata.  Inizialmente l’accusa per Adriatici era stata derubricata come eccesso di legittima difesa, poi la svolta e un anno fa il verdetto precedente viene annullato e il reato diventa omicidio volontario.

Né la condanna né i risarcimenti faranno tornare Youns El Boussettaoui dalla sua famiglia ma almeno, un minimo di verità e giustizia alla sua Memoria sono state rese, e questo fatto non può che farci stare meglio