Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista per il Piemonte e la Valle d’Aosta, accoglie con estremo favore l’esito del referendum costituzionale sulla giustizia, che ha visto la netta affermazione del NO.
«La vittoria del NO è un risultato determinante per battere l’ipotesi del governo – dichiara Deambrogio – un progetto che ci avrebbe spinto rapidamente verso il modello statunitense, dove l’autonomia della magistratura è talmente compressa da non poter sanzionare nemmeno le nefandezze del Presidente.
Abbiamo sventato il rischio di una giustizia asservita al potere politico».
Secondo il segretario regionale, il fattore decisivo è stato il protagonismo sociale: «A fare la differenza è stata la consapevole presenza alle urne di migliaia di persone che, in questi mesi, hanno animato le piazze autunnali contro la guerra, contro il genocidio palestinese e contro le politiche antisociali del governo Meloni. Questa mobilitazione dal basso è stata l’argine necessario per difendere la Costituzione».
Tuttavia, per Rifondazione Comunista, il voto non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio: «Questa disponibilità al conflitto e alla partecipazione ha ora bisogno di tradursi in risultati che incidano sulla dimensione sociale quotidiana. I problemi della vita di tutti i giorni sono oggi ingigantiti da un’economia di guerra che, dall’Iran all’Ucraina, viene pagata quasi esclusivamente dalle classi popolari”.
«Occorre lavorare da subito – conclude Deambrogio – per dare una risposta chiara sul terreno dello stop alla guerra, dei diritti sociali del salario, della salute, in continuità con il protagonismo sociale decisivo per salvaguardare la Carta fondamentale, costruendo uno sbocco politico credibile che trasformi questa resistenza democratica e sociale in un’alternativa di società reale».