Scuole, nel caldo di agosto bisogna già pensare al freddo di gennaio. A che punto sono gli interventi alle scuole Siracusa?

La Regione ha rinviato al 2 settembre la pubblicazione della graduatoria dell’Azione 4.2.1 del PR FESR Sicilia 2021-2027, destinata al potenziamento e al miglioramento degli ambienti scolastici e formativi. È un rinvio che ci preoccupa, soprattutto se si pensa all’emergenza freddo dell’anno scorso e alle scarse capacità della Regione e degli enti proprietari di programmare per tempo gli interventi sugli edifici scolastici, evitando che problemi prevedibili vengano affrontati quando sono già diventati emergenze.

La Sicilia dispone di diversi canali finanziari per intervenire sul patrimonio scolastico, tra risorse europee, nazionali e regionali. L’Azione 4.2.1 del FESR, oggetto del rinvio della graduatoria, è precisamente finalizzata al miglioramento degli ambienti scolastici e formativi. La Regione ha inoltre attivato nel gennaio scorso una procedura specifica per la manutenzione straordinaria urgente degli istituti scolastici. Alla data del 31 marzo 2026 erano pervenute 370 istanze di finanziamento. Di queste, 150 erano state finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili, mentre altre 220 risultavano inserite nell’elenco delle richieste ulteriori. Risorse che per le scuole non si trovano mai.

È un dato che dovrebbe far riflettere. Trecentosettanta richieste di interventi urgenti in poche settimane non sono semplicemente un insieme di piccoli inconvenienti. Sono il segnale di un patrimonio edilizio che presenta un fabbisogno manutentivo molto consistente. Pertanto, il rinvio della graduatoria FESR è un campanello d’allarme e non solo uno slittamento di pochi giorni, perché ogni ritardo nella programmazione e nell’assegnazione delle risorse accorcia il tempo disponibile per realizzare gli interventi prima dell’inverno, soprattutto per gli interventi che richiedono progettazione e lavori complessi.

Perciò, ci chiediamo quali interventi sugli impianti di riscaldamento delle scuole siciliane saranno conclusi prima dell’inverno 2026-2027?

Nell’inverno appena trascorso diversi istituti superiori di Siracusa sono finiti al centro delle proteste degli studenti per il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento. Il 14 gennaio gli istituti superiori della città sono rimasti quasi deserti per lo sciopero degli studenti. La protesta era stata preceduta dall’occupazione del Corbino, dove il problema del freddo aveva assunto una dimensione particolarmente grave.

Il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, che ha la competenza sugli edifici delle scuole superiori, aveva individuato diverse situazioni critiche e rassicurato gli studenti che i problemi si sarebbero risolti.

Al Corbino, nella sede centrale, era stata accertata una grossa perdita al collettore principale e la caldaia non poteva essere attivata. Il costo stimato della riparazione era di circa 7 mila euro. Il problema del riscaldamento è stato definitivamente riparato e collaudato?

All’Insolera erano stati affidati i lavori per la sostituzione completa della linea di adduzione del gas. La nuova linea è stata completata, collaudata e messa definitivamente in esercizio?

Al Gagini era prevista la sostituzione della centrale termica. La nuova centrale è stata installata e sarà pienamente operativa all’inizio dell’anno scolastico?

Al Gargallo era stata affidata la conduzione della caldaia, ma durante il tentativo di accensione erano emerse ulteriori criticità tecniche, che richiedevano approfondimenti e lavori aggiuntivi. Quegli interventi sono stati completati e l’impianto risulta oggi pienamente funzionante?

Nella succursale di via Pitia del Corbino-Quintiliano era prevista la riattivazione dell’impianto. La riattivazione è stata effettivamente completata e l’impianto è oggi pienamente funzionante?

Ovviamente, non tutte le emergenze hanno la stessa natura. In alcuni casi si tratta di guasti relativamente circoscritti, in altri di impianti vecchi o da sostituire, ma quello che è certo è che la manutenzione preventiva costa meno degli interventi in emergenza. E soprattutto evita che siano gli studenti, i docenti e il personale scolastico a diventare il sistema di rilevazione dei guasti.

Non perché si debba prevedere quale sarà la temperatura del prossimo inverno, ma perché si conoscono già gli edifici che hanno avuto problemi. Si conoscono le caldaie che non hanno funzionato, le tubazioni che hanno perso, gli impianti che sono stati sostituiti provvisoriamente, le centrali termiche obsolete e gli edifici per i quali sono stati richiesti interventi urgenti.

Se a dicembre o a gennaio 2027 una scuola tornerà ad avere 11 o 12 gradi nelle aule, dopo che durante l’estate erano già noti il problema e il fabbisogno di intervento, non sarà più possibile parlare semplicemente di un guasto improvviso. Sarà soprattutto un problema di programmazione, prevenzione e responsabilità chiare.

La graduatoria del 2 settembre sarà quindi soltanto il primo passaggio. Il vero appuntamento sarà l’inverno.

E sarebbe auspicabile, per una buona politica pubblica, arrivarci avendo già risolto, durante il caldo di agosto, i problemi che gli studenti hanno già sollevato, con proteste e scioperi, durante il freddo di gennaio.

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