1% Equo: firma la proposta di legge sui grandi patrimoni. Il No di Pd e M5S: nel programma del campo largo non c’è posto per la patrimoniale


E’ in corso la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “1% Equo“ che vede tra i soggetti promotori Rifondazione Comunista. Tale proposta prevede l’introduzione di un contributo progressivo a carico dei patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, esclusa la prima casa, con aliquote dall’1 al 3,5% e un allineamento alla media europea dell’imposta di successione. Le misure di contribuzione fiscale previste nella proposta “1% equo” dovrebbero interessa-re meno di 500 mila persone, solo l’1% più ricco della popolazione. Il maggiore gettito previsto, stimato tra 26 e 60 miliardi di euro, viene vincolato a investi-menti di carattere sociale. La raccolta firme iniziata il 15 maggio terminerà il 15 novembre.


Nel nostro Paese è di fatto disapplicata la progressività fiscale prevista dall’articolo 53 della Costituzione. Di fatto, in proporzione, chi guadagna di più versa meno tasse rispetto a chi sta nella fascia medio o medio-bassa. Siamo in una situazione in cui i vari governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati in questi anni invece che agire per la rimozione hanno agito per la promozione delle disuguaglianze.
Secondo i dati Oxfam l’1% più ricco della popolazione italiana è oggi in possesso di un quarto della ricchezza nazionale. Al tempo stesso i dati sulla povertà in Italia negli ultimi dieci anni sono raddoppiati. Siamo a oltre 5,7 milioni di persone in povertà assoluta. Una disuguaglianza che non ha precedenti nella storia che non può che produrre rottura della coesione sociale, regressione democratica. Eppure Pd e M5S hanno già fatto sapere che si opporranno fermamente a una patrimoniale nel programma del centrosinistra. La posizione che emerge da entrambi i partiti è chiara e irremovibile: nessuna nuova tassa patrimoniale in Italia. Se proprio se ne deve discutere lo si faccia a livello europeo. Il solito gioco al rimpallo per evitare qualsiasi discussione, tanto a livello europeo le politiche le dettano le grandi oligarchie finanziarie.

L’obiettivo per i promotori dell’”1%Equo” nei prossimi sei mesi è di raccogliere almeno 50 mila firme necessarie per la presentazione della proposta, sia tramite piattaforma elettronica sia attraverso banchetti di raccolta firme. Un obbiettivo sicuramente raggiungibile e superabile.



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