Ospedali di Comunità? Devono essere pubblici!

Purtroppo la Regione Lombardia si conferma ancora come laboratorio privilegiato delle politiche neoliberiste sulla sanità. Recentemente è successo un grave episodio a Vaprio d’Adda, che testimonia il procedere di questa azione senza che il dissenso e la protesta diventino generalizzati e si avvii una riflessione organica e dirimente sul che fare da parte dell’opposizione sociale e politica. Ma veniamo ai fatti È stato aperto all’inizio di settembre un Ospedale di Comunità nella zona della Martesana a Vaprio d’Adda. Già dall’inizio questa struttura è stata affidata con un bando a una società privata per 4 anni, con prevista la possibilità di estenderla a 7. Alle proteste delle rappresentanze sindacali e dei territori si rispondeva da parte della Direzione con le solite giustificazioni relative alla difficoltà di trovare personale. Pochi giorni dopo l’apertura per gravi problemi nella gestione, i pazienti di Trezzo sono stati spostati a Gorgonzola e la struttura è stata momentaneamente chiusa senza che le rimostranze più che giustificate dei vari soggetti coinvolti e danneggiati riescano a rimettere in gioco e a pretendere, dopo una tale dimostrazione di inefficienza della società affidataria la immediata gestione pubblica. Anche l’Ospedale di Comunità di Busto Arsizio è affidato a una RSA privata e se indaghiamo più a lungo e mettiamo insieme le notizie sparse, la privatizzazione degli ospedali di Comunità in Lombardia è una prassi generalizzata, anche se in forme diversificate.

Ma cosa sono e a che cosa servono gli Ospedali di Comunità? Se non si parte da questo elemento di informazione non si coglie la gravità di ciò che sta avvenendo, un attacco forte al Servizio Sanitario Nazionale, a quella scarna, ma necessaria riforma della medicina territoriale introdotta, obtorto collo, in periodo di Covid ed esposta nelle sue linee essenziali e cogenti nel DM 77 del 2022. 

Il 31 agosto 2026, data in cui si doveva tirare le fila di quello che si era costruito con i fondi della sesta missione del PNRR, si è parlato soprattutto delle case di Comunità, del loro numero e del loro faticoso funzionamento. Ma degli Ospedali di Comunità si è parlato poco, non è chiaro all’opinione pubblica a quali bisogni rispondano, quali diritti riescano meglio a garantire, quale progetto di medicina territoriale e di assistenza primaria vogliano costruire. Gli Ospedali di Comunità sono strutture sanitarie di nuova concezione, con 15/20 posti letto, intermedie fra ospedale classico e cure domiciliari. Sono adatte a pazienti cronici e/o fragili che hanno bisogno di assistenza continuativa, impossibile a domicilio. Erogano cure a bassa intensità clinica e offrono una accurata assistenza infermieristica 24 ore su 24 e supporto medico continuo. La degenza può prolungarsi fino a 6 settimane. In Italia dovrebbero essere aperti 570 Ospedali di Comunità, in Lombardia per ora sembra che ne siano avviati 70.

In questa colpevole e interessata disinformazione la privatizzazione diventa destino già previsto e accettato, anche se a volte criticato da sindaci, sindacato, popolazione. Non si conosce bene quello che si perde. Invece la sanità privata sa benissimo quello che guadagna accaparrandosi la gestione di queste strutture. Regione Lombardia instaura una prassi mercantilistica e mette sul mercato degli affari i pazienti che hanno bisogno di dimissioni protette, di una lungodegenza per ritrovare autonomia dopo un intervento chirurgico, di preparare un ritorno alla gestione domiciliare della cura, per poi essere riaffidati alla responsabilità della cura del Medico di MGG e alla Casa di Comunità. Gli ospedali di Comunità non sono un reparto ancillare di un ospedale, ma luoghi necessari per riqualificare le cure primarie e l ‘assistenza territoriale. Se non si consolidano queste strutture in mano pubblica e in funzione di queste precise finalità i tempi di attesa per esami e ricoveri saranno sempre più lunghi, le prese in carico imprecise o peggio inesistenti, i pronto soccorso sottopressione e i pazienti, in particolare gli anziani, i fragili con pluripatologie saranno abbandonati alla solitudine delle loro case. 

Gli ospedali di Comunità in mano ai privati, in qualsiasi forma snaturano la missione della struttura, invalidano la organicità del sistema previsto dal DM 77 di riforma della sanità territoriale. Sono un terreno dove diritto universale, appropriatezza delle cure, trasparenza e controllo e partecipazione della Comunità vengono calpestati in nome della priorità del mercato e del profitto.

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