La direzione del PD chiude con qualsiasi ipotesi di cambiamento

Dopo la Direzione nazionale del PD di ieri, il quadro politico a sinistra cambia profondamente.

Elly Schlein ha rivendicato per il Partito Democratico il diritto di guidare il campo progressista, facendo riferimento al consenso elettorale ottenuto dal PD rispetto al Movimento 5 Stelle.

Ma proprio le decisioni assunte dal PD su alcuni temi fondamentali -dal riarmo europeo al sostegno militare all’Ucraina- aprono una questione politica che non può essere elusa.

Come ha affermato Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, oggi non ci sarebbero più le condizioni politiche per un’alleanza con il PD. Se così è M5S e anche Alleanza Verdi e Sinistra così come tutte le forze che non condividono questa impostazione dovrebbero interrogarsi sulla possibilità di costruire un processo di cambiamento.

È arrivato il momento di lavorare alla costruzione di una cosa diversa dal campo largo, insieme a partiti, movimenti, associazioni, comitati e realtà sociali che sono contro la guerra.

Una alternativa vera che metta al centro la difesa del lavoro e dei lavoratori e delle lavoratrici, la lotta alle disuguaglianze, la pace e il rifiuto del riarmo, una diversa idea dell’Europa e una politica estera fondata sulla diplomazia e sulla ricerca di soluzioni negoziate ai conflitti.

Sull’Ucraina, occorre lavorare per una soluzione diplomatica e per la costruzione di una pace duratura.

E sulla tragedia di Gaza non possiamo rimanere indifferenti. Occorre chiedere la fine delle sofferenze della popolazione civile, il rispetto del diritto internazionale e una soluzione politica fondata sul pieno riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.

Questa nuova coalizione dovrebbe avere il coraggio di rappresentare chi oggi si sente senza voce e senza rappresentanza politica: lavoratori e lavoratrici, giovani, pensionati, precari, persone colpite dalle disuguaglianze e tutti coloro che chiedono un’alternativa alle politiche di guerra e di austerità.

Non una semplice somma di sigle, ma un progetto politico partecipato, costruito dal basso e aperto alla società.

Non vogliamo essere una costola di nessuno. Non vogliamo essere una forza subalterna. Vogliamo costruire un’alternativa.

Un’alternativa che rompa con il guazzabuglio del centrosinistra, aperta al Movimento 5 Stelle, ad Alleanza Verdi e Sinistra, ai partiti della sinistra, ai movimenti, alle associazioni, ai comitati, al mondo del lavoro e a tutte le realtà sociali che vogliono contribuire a un progetto contro il sistema di guerra .

Non una nuova sommatoria di sigle, ma una coalizione sociale e politica costruita dal basso, attraverso assemblee, partecipazione e confronto pubblico.

Una coalizione di alternativa che torni a parlare alle persone, ai territori e al mondo del lavoro.

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