«Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di forzatura democratica. La ripresa del percorso verso l’Autonomia Differenziata non è altro che una cambiale che la Lega pretende di riscuotere all’interno di un Governo reduce dal fallimento dei referendum sulla giustizia. Una pretesa che va respinta con forza al mittente». Lo dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista per il Piemonte e la Valle d’Aosta.
«Le preintese siglate sono palesemente anticostituzionali – prosegue Deambrogio – inclusa quella firmata poche settimane fa a Torino tra il Presidente Cirio e il Ministro Calderoli. Come giustamente sottolineato dai Comitati contro ogni Autonomia Differenziata, questo iter calpesta i principi di unità della Repubblica. Anche il recente tentativo di Calderoli di far ripartire il percorso parlamentare sui LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) appare come un maldestro espediente per eludere la sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale, che ha già inferto un colpo durissimo all’impianto originario voluto dal Governo».
Secondo il segretario del PRC, il progetto di “secessione dei ricchi” rappresenta una minaccia diretta alla tenuta sociale: «Diciamo un NO netto perché l’Autonomia Differenziata rompe l’universalità dei diritti e l’uguaglianza sostanziale tra le persone, favorendo logiche di privatizzazione selvaggia dei servizi pubblici essenziali, a partire dalla sanità. Anche per il nord è una sciagura, ricordiamolo».
«In Piemonte la nostra opposizione resta ferma e militante. Dopo la raccolta firme sulla petizione per fermare le pre-intese, proseguiamo la mobilitazione in vista della grande manifestazione nazionale che si terrà a Napoli il 6 giugno.
Invitiamo tutti i soggetti sociali, sindacali e politici che hanno a cuore la Costituzione a unirsi a noi per fermare questo progetto sciagurato», conclude Deambrogio.