“Non armi ma pane, per un’Italia che ripudia la guerra” Petizione ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione

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La Petizione Popolare, intitolata “Non armi ma pane, per un’Italia che ripudia la guerra”, chiede al Parlamento, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, un cambio di rotta immediato e verificabile sulla politica estera e sulle scelte di bilancio del Paese.

Essa parte da un’analisi impietosa della realtà: l’aumento dei prezzi di petrolio e gas, innescato anche dalla guerra che coinvolge l’Iran, sta falcidiando salari e spesa sociale, mentre l’Italia procede sulla strada di un riarmo senza precedenti, con l’impegno a portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035 e ad aderire al piano europeo ‘Rearm Europe/Readiness 2030’ da 800 miliardi.

I punti chiave della petizione:

  • Recedere dall’impegno con USA e NATO di aumentare la spesa militare fino al 5% del PIL, e impedire che i fondi europei di coesione vengano dirottati verso investimenti in armi.
  • Interrompere immediatamente ogni sostegno economico e militare all’Ucraina, smettendo di alimentare un conflitto che sta dissanguando le risorse destinate a sanità, scuola e welfare.
  • Riprendere l’acquisto di gas e petrolio dalla Russia.
  • Impedire l’uso del territorio, dello spazio aereo e delle basi militari in Italia per le operazioni belliche di USA e Israele, e non inviare navi militari nello Stretto di Hormuz.
  • Bloccare il flusso di armi verso Israele, nel rigoroso rispetto della legge 185/90, per non rendersi complici del genocidio del popolo palestinese.
  • Avviare trattative concrete di pace, a partire da una rigorosa neutralità dell’Italia, affinché il nostro Paese si ponga come ponte di cooperazione tra i popoli, in conformità con l’articolo 11 della Costituzione.

PETIZIONE POPOLARE (ex Art. 50 della Costituzione) al parlamento

NON ARMI MA PANE

PER UN’ITALIA CHE RIPUDIA LA GUERRA

La presente Petizione Popolare, redatta ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, intende richiamare l’attenzione delle Camere su un nesso drammaticamente attuale: la crisi economica e la corsa al riarmo si alimentano a vicenda, mentre i diritti sociali vengono sacrificati. Per questo chiediamo un cambio di rotta immediato e verificabile.

NOI, CITTADINI SOTTOSCRITTORI DELLA PRESENTE PETIZIONE,

CONSIDERATO CHE

– tutti i report dei principali centri studio economici italiani e internazionali (Banca d’Italia, Rapporto di Previsione di primavera 2026 del Centro Studi Confindustria, IMF-World Economic Outlook)[1]delineano un quadro preoccupante per l’economia europea e del nostro Paese, a causa del forte aumento del prezzo di petrolio e gas, innescato dalla guerra di USA e Israele contro l’Iran: si prospetta un pesante taglio alla spesa sociale, mentre i salari reali saranno falcidiati da un’inflazione crescente, con un peggioramento complessivo della vita dei cittadini e impoverimento della società;

– la guerra (dal Medio Oriente all’Ucraina, dall’America Latina all’Africa) è oggi tra le cause fondamentali della crisi economica;

– l’Italia è sempre più impegnata come cobelligerante nella guerra contro la Russia e continua a supportare, nonostante alcuni distinguo, Israele nei suo attacchi genocidari contro la popolazione palestinese, nonché contro Libano, Siria, Iran;

– l’Italia, come confermano gli atti parlamentari, aderisce pienamente al piano di riarmo della UE, mantenendo la centralità della NATO quale “pilastro fondamentale della sicurezza euro-atlantica” [2], e indirizzandosi verso l’industria europea integrata degli armamenti e un’economia e società di  guerra. La guerra, da stato d’eccezione, diventa fattore strutturale di investimento economico;

– l’Italia, in conformità col dettato costituzionale, in particolare l’Articolo 11, dovrebbe porsi fuori da ogni guerraflitto e proporsi come ponte di pace e cooperazione nel mondo, orientando la propria economia verso lo sviluppo sociale e non in funzione del militarismo e della guerra, né sprecare le proprie risorse nel sostegno alle guerre di altri Paesi;

CHIEDIAMO AL PARLAMENTO DI DELIBERARE:

– Che l’Italia receda dall’impegno con USA e NATO di portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035, nonché dal piano ‘Rearm Europe/Readiness 2030’ di 800 mrd, e che i fondi europei di coesione siano utilizzati esclusivamente per il loro scopo e non dirottati verso investimenti militari. Oggi la spesa militare italiana si attesta intorno all’1,5% del PIL. Portarla al 5% significherebbe oltre 100 miliardi di euro all’anno sottratti a sanità, scuola, trasporti pubblici e politiche abitative.

– Di interrompere immediatamente qualsiasi sostegno economico e militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia. A Kiev la UE ha già dato quasi 200 mrd di euro[3] (con un esborso per l’Italia, che contribuisce alla UE per circa il 12%, di 23 mrd di euro), mentre l’Italia per suo conto ha versato al governo Zelensky oltre 3 miliardi di euro[4], una somma enorme sottratta alla spesa sociale. L’Ucraina, d’altra parte, è divenuta – grazie ai fondi versati da Italia e UE – un Paese esportatore di armi, non solo in Europa (cfr. gli accordi con la Germania per 4 mrd di euro[5], e con l’Italia[6]) ma anche nei Paesi del Golfo e in Arabia saudita[7], che sono supporto a USA e Israele per la guerra contro l’Iran; per cui l’Italia e la UE, pur non partecipando direttamente alla guerra contro l’Iran, ne sono indirettamente sostenitori attraverso le armi fornite da Kiev.

– Che l’Italia si adoperi per trattative concrete su basi realistiche per la cessazione immediata del conflitto contro la Russia, e si opponga al versamento da parte UE di 90 mrd di euro al governo di Kiev per la prosecuzione della guerra (soloUngheria, Slovacchia e Repubblica Ceca saranno esonerate dagli obblighi finanziari per questo pacchetto). Si tratta di un “prestito senza rivalsa”, in cui l’Ucraina è tenuta al rimborso solo tramite le riparazioni di guerra[8]. In questo modo la UE (e l’Italia con essa) è spinta ulteriormente nel vortice della guerra, intensificando l’escalation bellica al fine di ottenere la vittoria militare sulla Russia.

– Che, in questa situazione di grave crisi energetica, l’Italia incentivi al massimo le energie rinnovabili e riprenda ad acquistare dalla Russia petrolio e gas.

– Che l’Italia, che si è dichiarata estranea alla guerra di Israele e USA contro l’Iran e il Libano, ne sia effettivamente fuori, vietando agli USA l’uso delle basi sul suo territorio, il suo spazio aereo, qualsiasi supporto logistico o di intelligence, qualsiasi mezzo navale, aereo o terrestre. E si astenga decisamente dall’invio di navi militari nello Stretto di Hormuz sotto la formula ambigua della “missione difensiva e pacifica”[9]. Una missione pacifica non si fa con le navi da guerra! E poi, da chi dovrebbe “difendersi” l’Italia nello stretto di Hormuz?

– Che l’Italia, sulla base di una rigorosa e acclarata neutralità, apra trattative con l’Iran, quale Paese non nemico (quindi, togliendo anche qualsiasi sanzione contro di esso), per la circolazione di navi italiane nello stretto di Hormuz.

– Che l’Italia, per non essere complice del genocidio del popolo palestinese, blocchi il flusso di armi verso Israele, nel rigoroso rispetto della legge 185/90 contro l’esportazione di armamenti.

CHIEDIAMO DI RICONSIDERARE L’INTERA POLITICA ESTERA E COLLOCAZIONE DELL’ITALIA, PERCHÉ SI PONGA COME PAESE NEUTRALE, PONTE DI RELAZIONI PACIFICHE TRA I POPOLI.

Chiediamo che il Parlamento, in ossequio all’art. 50 della Costituzione e ai relativi regolamenti di Camera e Senato, esamini la presente petizione in commissione competente entro sei mesi dal ricevimento, dandone pubblica comunicazione ai sottoscrittori attraverso i siti istituzionali.

Siamo cittadini, non sudditi. La Costituzione ci chiede di ripudiare la guerra. La crisi ci impone di scegliere: o armi o pane. Noi abbiamo scelto.


[1] https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/proiezioni-macroeconomiche/2026/Proiezioni-macroeconomiche-Italia-aprile-2026.pdfhttps://www.confindustria.it/pubblicazioni/guerre-dazi-incertezza-a-rischio-la-crescita/;  https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/04/14/world-economic-outlook-april-2026.

[2] Cfr Commissione Difesa del 14 aprile, https://www.camera.it/leg19/1099?slAnnoMese=202604&slGiorno=14&shadow_organo_parlamentare=3504&primaConvUtile=ok; https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2026/04/14/leg.19.bol0661.data20260414.com04.pdf.

[3] https://www.eunews.it/2026/02/10/ucraina-da-inizio-guerra-a-fine-2025-lue-ha-concesso-aiuti-per-193-miliardi-di-euro/.

[4] https://www.ilsole24ore.com/art/portolano-ad-oggi-l-italia-ha-fornito-all-ucraina-armi-e-mezzi-oltre-tre-miliardi-AIU8HXV .

[5] https://it.euronews.com/my-europe/2026/04/14/zelensky-a-berlino-germania-e-ucraina-firmano-accordi-per-difesa-droni-e-armi.

[6] https://www.rid.it/shownews/7999/la-visita-di-zelensky-in-italia-e-il-quot-drone-deal-quot.

[7] https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/attualita/zelensky-e-il-business-dei-droni-intesa-con-riyad-yz9n8ec4.

[8] https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20260206IPR33903/il-parlamento-approva-il-prestito-da-90-miliardi-di-euro-a-sostegno-dell-ucraina.

[9] https://www.agi.it/estero/news/2026-04-17/hormuz-riaperto-volenterosi-parigi-36626348/.

Elenco firmatari

Andrea Catone, Presidente del Comitato Articolo 11-L’Italia ripudia la guerra – Odv / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Sandra Carpi Lapi, Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra /Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Alessandro Marescotti, Presidente dell’associazione Peacelink / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Stefania De Marco, Segreteria del Circolo del PRC Lidia Menapace, Riviera jonica messinese / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Pietro Morace, CCLGM – Coordinamento per la pace, Milano /Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Marianna Panico, Soc. coop. Generazioni Future / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Antonio Mazzeo, insegnante, attivista NO WAR

Alberto Bradanini, già ambasciatore, Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea

Manlio Dinucci, geografo, giornalista

Emanuele Lepore, Segretario del CNNN – Coordinamento Nazionale NO NATO

Ida Merello, già docente di Letteratura francese, UniGE /Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Carlo Fino, Referente Regionale per la Lombardia dell’Associazione Multipopolare

Clara Statello, giornalista, conduttrice di Polivox

Alberto De Ambrogio, Segretario regionale PRC per il Piemonte e la VdA / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Rosa Siciliano, caporedattrice di Mosaico di Pace, rivista di Pax Christi

Vito Micunco, Coordinatore Regionale della Rete dei Comitati per la Pace di Puglia

Maria Paola Fanni, responsabile regionale per la Sardegna della Federazione dei Circoli del Cinema / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Andrea Martocchia, Segretario del CNJ – Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Patrizia Marongiu, Segretaria dell’Associazione XXV APRILE

Simonetta Noè, Gruppo per la Pace di Massa Marittima e Coordinamento Provinciale per la Pace di Grosseto / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Renata Vela, associazione Vita Nova Finale Ligure / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Giuliano Bertozzini, Gruppo per la pace e il disarmo di Fano e Pesaro / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Antonia Guerra, direzione nazionale PRC / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Giovanni Forte, Presidente dell’associazione Senza Confini, componente del Coordinamento della zona Valdera, Pontedera

Lorenza Cescatti, Donne in nero Rovereto / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Ivan Guarino, Associazione Acaim, Impegno Civico per Viadana, Mantova / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Cristina Stevanoni, già docente di lingua e letteratura neogreca, associazione FrOnda Verde,Verona / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Danilo Cocco, Componente Assemblea Generale CGIL Sarda

Emanuela Baliva, Roma, Coordinamento Nazionale NORiarmo, 

Ruggero Giacomini, Presidente del Centro marchigiano La città futura

Monica Bramati, Firenze, Coordinamento Nazionale NORiarmo

Graziano Montanari, Presidente dell’associazione Costruttori di Pace, Putignano (BA) / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Francesco Perrini, associazione Fasano per Gaza / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Serena Castaldo, Comitato Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia, Casale Monferrato (Al) / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Mario Eustachio De Bellis, associazione Futura Umanità, Roma /Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Giuseppina Patrizia Morciano, Pace Terra Dignità, Alessano (LE) / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Marco Corbellari, Segretario dell’Associazione Il Mondo di Irene, Verona

Gabriele Abrotini, Ravenna, CC del Partito Comunista di Unità Popolare / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Alessandra Ciattini, Docente La Sapienza Roma / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Renato Caputo, M. S. G. S. V – argonauti per la pace, Milano /Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Tiziano Cardosi, Firenze, perUnaltracittà / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Laura Marchetti, antropologa e filosofa, Università Mediterranea di Reggio Calabria

Filippo Cantalice, Psichiatria Democratica – Puglia

Amilcare Dondé, Sinistra Futura, Cremona / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Michele De Luisi, Musicista, Bari

Alexander Hoebel, docente di Storia contemporanea, Università di Sassari, direttore di Marxismo oggi, rivista online

Mario Spagnoletti, già docente di Storia contemporanea, UniBa

Bruno Steri, direttore della rivista del PCI Ragioni e Conflitti

Marco Giuseppe Toma, scrittore e pubblicista / Coordinamento Nazionale NoRiarmo

Nico Perrone, già docente di Storia dell’America, UniBA

Augusto Ponzio, Professore emerito di Filosofia del Linguaggio, UniBA

Carlo Volpi, Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo

Associazione Firenze Città Aperta 

Associazione NonUnaDiMeno, Firenze

Laboratorio perUnaltracittà, Firenze

Sinistra Progetto Comune, Firenze

Gruppo per la Pace, Massa Marittima

Associazione 11 Agosto, Firenze

Fucina per la nonviolenza, Firenze

Fuori Binario, Firenze

Associazione Periferie al Centro, Firenze

Alessandro Santoro, Comunità delle Piagge

Laura Marcheselli, Assopace

Dmitrij Palagi, consigliere comune di Firenze per Sinistra Progetto Comune

Alfredo Zuppiroli, Associazione 11 Agosto

Dafne Anastasi, USB Catania 

Nicola Candido, Rete NO War Siracusa, Direzione nazionale PRC

Alberto Ziparo, già docente di Urbanistica, UniFI, Firenze

Rosanna Rizzi, Jugocoord, Noicattaro (BA)

Daniele Altieri, Spazio Acca APS e Unione Ital ana Pedagogisti (UNIPED), Quartu Sant’Elena (CA)

Emanuela Caldera, ANPI – SPI CGIL – PCUP (Partito Comunista di Unità Popolare), Milano

Lucilla Fiorentino, Bread&Roses – Spazio di Mutuo Soccorso, Bari

Fulvio Grimaldi, giornalista e regista di docufilm, Manziana (RM)

Rolando Giai Levra, direttore di “Gramsci oggi”, Milano

Benedetto Ligorio, assegnista di ricerca Università La Sapienza, Segretario circolo PD “A. Gramsci”, Villa Castelli (BR)

Bruno Pittau, Associazione “Soliana”, Cagliari

Claudio Patrizi, editore radiofonico e blogger, Associazione Culturale Roma Libera

Claudio Terreni, fondatore e referente del presidio di Libera del Comprensorio del Cuoio e della Vald’Era, Montopoli Val D’arno (PI)

Francesco Podda, Anpi Quartu Sant’Elena (CA)

Giuliana Ortolan, insegnante in pensione, Donne in Nero di Padova

Loretta Mussi, medico in pensione, BDS Roma, Esecutivo del Comitato contro ogni autonomia differenziata, Roma

Margherita Milone, già insegnante, M5S, Bari

Matteo Zamboni, CNJ, Massa

Silvia Scalia, agente immobiliare, Coordinamento Cittadini contro la guerra Appennino Bolognese, Gaggio Montano (BO)

Stefano Stronati, assistente Tecnico, Unicobas Scuola e Università, Bracciano (RM)

Vera Silveri, pensionata, Donne in Nero, Roma

Mariella Setzu, Cobas Scuola, Cagliari

Maria Teresa Bertoldi, Firenze

Andrea Bitonto, insegnante, Alberobello (BA)

Flavia Bocchino, Firenze

Eleonora Cane, pensionata, Villar Focchiardo (TO)

Angelo Daldi, pensionato, Alto Reno Terme (BO)

Augusto Dalmasso, pensionato, Alba (CN)

Roberto Dammicco, funzionario tecnico gruppo Ferrovie Stato,Comitato art 11_ ODV, Bari

Lucia Davico, pensionata, Alba (CN)

Salvatore Donato De Padova, medico in pensione, Manfredonia (FG)

Mario Dessì, pensionato, Monserrato (CA)

Francesco Fanni, Cagliari

Luisa Fanni, Cagliari

Fausta Manini, Cittiglio (VA)

Maria Grazia Gariglietti, Castellamonte (TO)

Domenico Lopez, pensionato, Bari

Matteo Magnisi, pensionato, Comitato Art.11, Bari

Emilio Mastrorocco, pensionato, Articolo 11 – l’Italia ripudia la guerra ODV, Bari

Francesco Miotti,Varese

Giovanni Giuseppe Nicosia, insegnante, Alto Reno Terme (BO)

Ilva Palchetti, Firenze

Maria Paoli, Firenze

Paolo Peri, Sestri Levante (GE)

Fernando Prodomo, Firenze

Stefano Quaglia, Firenze

Antonella Reina, docente in pensione, Comitato articolo 11 – OdV, Bari

Claudio Rondelli, pensionato, Grizzana Morandi (BO)

Emanuele Rubino, Bitonto (BA)

Lorenzo Semeraro, Crispiano (TA)

Vilia Speranza, pensionata, Comitato Articolo 11 – Bari

Camillo Tarozzi, restauratore, Bologna

Stefano Maria Ursini, Comitato Articolo 11 – Bari

Sandro Ventura, Firenze

Anna Whittle, Firenze

Andrea Zuccolo, Venezia

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