“La recente proposta del Presidente della Regione Alberto Cirio – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale PRC-SE per il Piemonte e la VdA – di istituire Zone Economiche Speciali (ZES) in Piemonte, sulla scia del modello del Sud Italia, rappresenta l’ennesimo annuncio propagandistico privo di una solida visione strutturale. Dietro lo slogan del ‘Piemonte come il sud del nord’, si cela una soluzione normativo-economica che rischia di rivelarsi un guscio vuoto, incapace di rispondere alla crisi industriale che attanaglia il territorio”.
“Le criticità di questa scelta, ampiamente documentate dall’analisi dei precedenti modelli nazionali, sono molteplici e allarmanti:
- Frammentazione e Inefficienza dei fondi: come già evidenziato in Commissione Industria del Senato, l’estensione del modello ZES al Nord rischia di generare una dispersione di risorse. Invece di concentrare gli investimenti su ricerca e innovazione, si punta a un frazionamento territoriale che non garantisce il decollo di grandi progetti industriali;
- l’incognita del credito d’imposta: Il sistema basato sui crediti d’imposta ha già mostrato gravi limiti a livello nazionale, con dotazioni finanziarie spesso insufficienti a coprire le reali necessità delle imprese. Senza certezze sui fondi, le aziende piemontesi si troveranno davanti a una lotteria degli incentivi piuttosto che a un piano di sviluppo affidabile;
- rischio di burocratizzazione: nonostante la retorica della semplificazione, l’istituzione di nuove strutture amministrative per la gestione delle ZES regionali rischia di aggiungere ulteriori livelli burocratici. Il passaggio dalla governance locale a quella della “ZES Unica” ha già creato ritardi e incertezze nel Mezzogiorno, un errore che il Piemonte non può permettersi di replicare;
- inefficacia contro la crisi industriale: applicare una misura nata già erroneamente per ridurre il divario infrastrutturale del sud a una regione manifatturiera come il Piemonte è un errore prospettico. Le crisi industriali croniche, come quella del comparto automotive torinese, richiedono interventi diretti sulle filiere produttive e sui costi energetici (causati soprattutto dal demente perpetuarsi della chiusura al gas russo per acquistare il costosissimo americano), non semplici sgravi territoriali a pioggia;
- deresponsabilizzazione della Giunta: Chiedere allo Stato l’istituzione di una ZES sembra un tentativo della Giunta Cirio di scaricare su Roma la responsabilità di un’economia regionale che cresce meno della media nazionale.
“Il Piemonte – conclude Deambrogio – non ha bisogno di specchietti per le allodole o di modelli critici e importati senza criterio. Le ZES rischiano di diventare ghetti fiscali privi di servizi adeguati, mentre la sanità e i trasporti regionali continuano a soffrire per la mancanza di investimenti diretti. Cirio smetta di rincorrere bonus e inizi a governare con politiche industriali vere se ne è capace.”