È notizia di ieri la condanna emessa dal tribunale di Bari nei confronti di 12 militanti dell’Organizzazione dichiaratamente neofascista CasaPound coinvolti nell’aggressione squadrista ai danni di alcune/i antifasciste/i – tra cui la Compagna Eleonora Forenza (ai tempi dell’episodio europarlamentare) del 21 settembre 2018 a Bari.
Le condanne sono indubbiamente una buona notizia, non sono certamente le prime, né per i militanti di CasaPound né per quelli di altre organizzazioni neofasciste, ma il vero elemento di novità si trova nel capo d’imputazione: nonostante le pene siano distinte, 5 condanne ad un anno e sei mesi e stette a due anni e sei mesi, questi ultimi dovranno rispondere anche del reato di lesioni, la vera novità è che tutti e dodici rispondevano della violazione della legge Scelba sulla riorganizzazione del disciolto partito fascista e di manifestazione fascista.
A questo punto è evidente che si può procedere, e l’auspicio è quello che finalmente si arrivi allo scioglimento di CasaPound – che ricordo va sciolta non perché occupa uno stabile ma perché è un’organizzazione eversiva – e di tutte le altre formazioni che si rifanno ai disvalori del più oscuro ventennio della nostra storia.
È un dato di fatto che per far ciò serve volontà politica, una volontà che non ha questo Governo chiaramente ideologicamente vicino a CasaPound così come non l’hanno mai avuta i governi di centrosinistra che nell’ultimo ventennio si sono succeduti.
Eppure, ci sono dei precedenti significativi, che dimostrano che quando la politica fa il suo mestiere i risultati arrivano, risultati quali lo scioglimento del movimento politico Ordine Nuovo per mano del Ministro dell’Interno democristiano Paolo Emilio Taviani nel novembre del 1973 oppure lo scioglimento di Avanguardia Nazionale per mano del ministro Francesco Cossiga nel giugno 1976. Entrambi gli scioglimenti furono effettuati per decreto politico che, dopo il primo grado di giudizio, reputando le organizzazioni in oggetto pericolose politicamente e socialmente ha provveduto in capo proprio alla legge Scelba allo smantellamento. I gradi successivi hanno poi in entrambi i casi confermato le sentenze emanate in primo grado.
Successivamente questa volontà politica è sempre venuta meno, è venuta meno nel 2015 quando a fronte di più di 60.000 firme di cittadine e cittadini che chiedevano l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste gli allora Presidenti della Camera e del Senato, rispettivamente Laura Boldrini e Piero Grasso – entrambi di centrosinistra – non hanno nemmeno ricevuto la delegazione del Comitato promotore e, ancora, è venuta meno quando Forza Nuova non è stata messa al bando nemmeno dopo l’attacco di matrice squadrista ai danni della sede nazionale della CGIL avvenuto il 9 ottobre 2021, per citare solamente due esempi.
Ora il tribunale di Bari offre l’ennesima possibilità, è chiaro a tutte e tutti che non è possibile aspettarsi che il governo Meloni proceda in maniera autonoma in questa direzione ma è altrettanto evidente che dal basso è fondamentale rimettere al centro la battaglia per lo scioglimento di queste organizzazioni.
Scriveva il Presidente Sandro Pertini: “Il fascismo non è un’idea, il fascismo è un crimine”