di Rifondazione Comunista di Bergamo
Con un presidio tenuto davanti al Comune di Bergamo per iniziativa di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti è partita la campagna “Casa, lavoro, dignità” contro le politiche speculative che fanno gli interessi della finanza immobiliare e contro lo smantellamento delle politiche abitative pubbliche. La guerra e le politiche di riarmo per effetto del carovita, del taglio dei servizi sociali, dei salari troppo bassi stanno precipitando centinaia di migliaia di famiglie in una condizione di difficoltà economica se non di vera e propria povertà. L’insostenibilità dei costi abitativi è uno dei risultati di questa situazione. Su questi temi saranno promosse assemblee, iniziative varie nei diversi quartieri della città. Qui di seguito riportiamo il testo del volantino che sarà distribuito nei quartieri.
Basta Case senza Persone
Per un vero Piano Casa finanziato con fondi statali e finalizzato al recupero dei 150 mila alloggi pubblici abbandonati e sfitti in tutta Italia; 1 miliardo di euro l’anno per i prossimi 5 anni da destinare all’ampliamento dell’offerta abitativa pubblica di alloggi popolari! Dove prendere i soldi? Tassando i grandi patrimoni immobiliari e finanziari per esempio! Prelevando almeno l’1% dai patrimoni superiori ai due milioni di euro, esclusa la prima casa, come propone la Campagna “Unpercentoequo”.
Invece questo Governo propone la Flat-Tax per i ricchi e tassa il lavoro più della Rendita e ha approvato un Piano-Casa stanziando briciole per il recupero di appena 60 mila alloggi popolari in stato di abbandono ( 970 milioni in 5 anni ), attingendo a fondi già stanziati nel 2024 e 25 promettendo un Piano decennale che esiste solo sulla carta ma che non si tradurrà in fatti perché non ci sono fondi per realizzarlo! Un’autentica presa in giro!
Basta persone senza casa
Per la salvaguardia del diritto all’abitare in tutte le sue forme! Bisogna applicare la Costituzione e lo Stato deve rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone di avere un alloggio a canone sostenibile finanziando programmi di recupero e riutilizzo degli alloggi sfitti sia pubblici che privati e promuovendo politiche per la tutela dei soggetti e nuclei famigliari sotto sfratto come previsto anche dalla Carta dei Diritti dell’Uomo e dalla Corte europea di Bruxelles.
Il Decreto-Sfratti Veloci fortemente voluto dal vice Premier Salvini va nella direzione esattamente opposta; garantire alla proprietà procedure più snelle per buttare in mezzo alla strada le famiglie senza preoccuparsi di sostenere le amministrazioni comunali e il sistema dell’emergenza abitativa ormai al collasso!
Il modello-Gori ha fallito e ha prodotto crescita degli sfratti e enormi disuguaglianze sociali
Dieci anni di amministrazione Gori hanno trasformato la città sempre più in un luogo turistico dove non ci sono case per chi vive e lavora a Bergamo, nemmeno per figure essenziali come infermieri e insegnanti, mentre crescono in maniera esponenziale i B&B con oltre 2500 alloggi sottratti alla locazione per essere destinati all’affitto breve.
Quelli di Gori sono stati gli anni dell’abbandono dell’edilizia popolare; non solo Aler con oltre 1000 alloggi sfitti ma anche il Comune, con più di 240 appartamenti su 1000 non assegnati contribuiscono all’aggravamento dell’emergenza abitativa a Bergamo dove le famiglie fanno sempre più fatica ad affittare anche solo un monolocale.
E’ il fallimento di un modello di città che ha generato ricchezza solo dal lato della grande proprietà e dei Fondi di investimento immobiliare e espulsione e impoverimento dei ceti popolari e dei lavoratori dall’altro; in soli 3 anni, tra il 2022 e il 2025, gli affitti a Bergamo sono cresciuti del 23%!
Vogliamo un salario dignitoso. Vogliamo case a un costo accessibile.
Non si può pagare affitti di 1000 euro al mese con stipendi che a malapena arrivano a 1200 euro!
Alzare i salari è una necessità non più rimandabile! Bisogna mettere fuori legge i contratti che legalizzano paghe da 5-6 euro l’ora e alzare la paga oraria netta a 10 euro. Sotto questa soglia non è lavoro, è miseria!
L’affitto a libero mercato deve essere abolito e il canone non deve assorbire più del 30 per cento del reddito di una famiglia! Smettendo di agevolare la rendita e tassando i grandi patrimoni, sopra i due milioni di Euro, si possono recuperare le risorse per una politica di sostegno e calmieramento degli affitti!

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